Life Beef Carbon

LIFE BEEF CARBON – Demonstration actions to mitigate the carbon footprint of beef production in France, Ireland, Italy and Spain

http://ec.europa.eu/environment/life/project/Projects/index.cfm?fuseaction=search.dspPage&n_proj_id=5355#EI

 

Il progetto BEEF CARBON al 22°Congresso Nazionale dell'Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA)

Grande appuntamento per tutti i Ricercatori che operano nel settore delle Produzioni Animali che, dal 13 al 16 giugno 2017, saranno riuniti a Perugia per il Congresso della loro Società Scientifica. L’evento si svolge dopo ben 32 anni dalla precedente edizione del 1985 e sono attesi oltre 400 congressisti!

In questa occasione, il CREA-Centro di ricerca Zootecnia e acquacoltura presenterà l'attività del progetto “LIFE BEEF CARBON: Azioni dimostrative per la riduzione dell’impronta di carbonio degli allevamenti da carne in Francia, Irlanda, Italia e Spagna”.

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Visita all'azienda sperimentale del CREA-ZA di Tormancina del GRA-FWO tour il 17 Ottobre 2017

Martedì 17 ottobre un gruppo di giovani allevatori e ricercatori provenienti da Colombia, Egitto, Nuova Zelanda, Sud Africa e Uruguay, hanno visitato l’azienda sperimentale di Tor Mancina, del Centro di Ricerca Zootecnia e Acquacoltura. Il gruppo era guidato da Matthew Hooper dell’Ambasciata neozelandese in Italia e da  Luisa Volpe dell’Organizzazione Mondiale degli Agricoltori (WFO). La visita è stata effettuata nell’ambito del GRA-WFO Study Tour and Fellowship Programme, in cui allevatori e ricercatori ai primi passi della loro carriera sono informati sul tema dello sviluppo degli inventari nazionali delle emissioni di gas ad effetto serra del settore agricolo.

Il Programma mette in risalto il ruolo degli inventari e delle misurazioni delle emissioni, per migliorare la produttività e l’efficienza dei sistemi agricoli e ridurre l’intensità della produzione di questi gas.

Nel corso della visita è stata presentata l’attività del Centro, in particolare di quella svolta nella sede di Monterotondo. La Dott.ssa Antonella Chiariotti ha illustrato l’articolazione nazionale del Centro di ricerca zootecnia e acquacoltura, la Dott.ssa Vittoria Barile ha presentato i numerosi progetti che vengono realizzati a Tor Mancina e il Dott. David Meo Zilio ha fatto un breve sunto dei programmi riguardanti in modo specifico la sostenibilità ambientale. L’argomento principale ha riguardato il progetto LIFE BEEF CARBON, che è stato presentato da Giacomo Pirlo, che si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra dagli allevamenti di bovini da carne italiani, francesi, irlandesi e spagnoli del 15% in 10 anni. Ha suscitato particolare interesse  il coinvolgimento da protagonisti degli allevatori in questo progetto e la presentazione è stata seguita da molte osservazioni e domande.


COP23

In occasione della ventitreesima Conferenza annuale delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici (COP23) nel quadro della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), che si terrà a Bonn dal 6 al 17 Novembre 2017, il CREA-Centro di ricerca Zootecnia e acquacoltura presenterà l'attività del progetto “LIFE BEEF CARBON: Azioni dimostrative per la riduzione dell’impronta di carbonio degli allevamenti da carne in Francia, Irlanda, Italia e Spagna” svolta in Italia in collaborazione con le due associazioni di allevatori l’Asprocarne del Piemonte e l’Unicarve del Veneto.

 

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ACTION E.5: LIFE BEEF CARBON European Networking

Life Beef Carbon European Networking in Italia

In occasione della Fieragricola di Verona, il giorno 1 febbraio 2018 si terrà il 1° meeting dell’ ”European Networking” del progetto LIFE BEEF CARBON. Questo progetto, coordinato dall’Institut de l’Elevage francese, coinvolge quattro paesi europei (Francia, Italia, Irlanda e Spagna), 27 partner e 2000 allevatori di bovini da carne. L’obiettivo è quello di ridurre, mediante una serie di azioni di mitigazione, le emissioni di gas ad effetto serra del 15% in 10 anni. Partner italiani sono il CREA-Centro di ricerca zootecnia e acquacoltura, due associazioni di allevatori, l’Asprocarne del Piemonte e l’Unicarve del Veneto e il CRPA di Reggio Emilia. Nel meeting interverranno i ricercatori che stanno portando avanti il progetto, esperti internazionali e rappresentanti degli allevatori e dell’industria impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale di questo settore. L'evento sarà organizzato in collaborazione con EUROCARNE.

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http://www.eurocarne.it/it/a-eurocarne-il-1-meeting-dell-european-networking-del-progetto-life-beef-carbon

Life beef carbon team

Presentazioni:

1 LifeBeefCarbon_F Teillard

2 LifeBeefCarbon_JB Dollé

3 LifeBeefCarbon_MT Pacchioli

4 LifeBeefCarbon_J Andurand

7 LifeBeefCarbon_L Colomberotto

8 LifeBeefCarbon_C Guinot


ACTION C.5: European beef carbon farmer's network

European network "3-days international meeting"

 

National network "2-days national meeting"

4 - 5 dicembre 2018 Carmagnola: “LIFE BEEF CARBON: Conoscere e diffondere le esperienze delle aziende LOW CARBON

Il 4 dicembre 2018 si è tenuto a Carmagnola presso la sala congressi Monviso del Parco Cascina Vigna il primo meeting nazionale, previsto nel progetto LIFE BEEFCARBON dal titolo “LIFE BEEF CARBON: Conoscere e diffondere le esperienze delle aziende LOW CARBON” cui hanno partecipato i tecnici e gli allevatori delle associazioni produttori Asprocarne e Unicarve, che sono impegnate in tale progetto insieme ai ricercatori del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA) di Lodi e del Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA).  Il 5 sono state visitate due aziende tipiche della realtà allevatoriale piemontese. Il progetto, coordinato dall’Istitut de L’Elevage francese, coinvolge 2000 allevatori di bovini da carne in 4 paesi europei (Francia, Italia, Irlanda e Spagna), e ha come obiettivo quello di promuovere dei sistemi di allevamento innovativi e delle pratiche ad esso associate a bassa impronta di carbonio, che riducano del 15% nei prossimi 10 anni le emissioni di gas serra negli allevamenti di bovini da carne. Scopo dell’evento è stato quello di mettere in contatto gli allevatori delle due regioni per condividere e discutere le loro esperienze. Nella prima giornata è stato presentato il progetto e i risultati relativi all’impronta di carbonio conseguiti dall’applicazione di tecniche di mitigazione in alcune aziende da carne che aderiscono al progetto. Inoltre, sono stati presentati i primi risultati riguardanti la fattibilità economica delle strategie di mitigazione. La valutazione delle emissioni di gas ad effetto serra è stata eseguita dai ricercatori del CREA utilizzando il modello di calcolo CAP’2ER® messo a punto dall’Idele. Da una prima analisi dei dati è emerso che per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, gli allevatori hanno fatto ricorso ad azioni volte principalmente al miglioramento del benessere animale, all’utilizzo più efficiente delle deiezioni zootecniche, all’aumento del sequestro di carbonio ed alla produzione di energia rinnovabile in azienda con impianti di biogas e pannelli fotovoltaici. Dall’indagine, è stato evidenziato inoltre che, per ridurre del 15% le emissioni, è necessario introdurre più strategie di mitigazione e che gli allevatori hanno adottato tecniche di mitigazione che hanno risvolti positivi sia economici sia ambientali. Nonostante l’allevamento bovino da carne tipico della pianura Padana non possa contare su grandi estensioni di pascoli, che rappresentano uno dei “pilastri” della sostenibilità ambientale, come accade in altre realtà produttive nazionali ed estere, il quadro che ne risulta per le nostre aziende è comunque incoraggiante, visto che fanno della specializzazione, dell'efficienza produttiva e del benessere animale dei punti di forza su cui far leva per tenere sotto controllo l'impatto ambientale complessivo del sistema produttivo.

 

Nella seconda giornata sono stati visitati due allevamenti da carne situati presso il comune di Racconigi (CN). Gli allevatori di entrambe le aziende hanno effettuato notevoli investimenti per l’ampliamento dei ricoveri degli animali, per l’introduzione di impianti di ventilazione che favoriscono il miglioramento del benessere animale e per la costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile (impianto di biogas e pannelli fotovoltaici). Inoltre, gli allevatori hanno introdotto una modalità di razionamento che tiene conto del fabbisogno energetico e proteico degli animali per fase produttiva. L’introduzione di queste tecniche di mitigazione ha comportato una riduzione del 12% e del 14% dell’impronta di carbonio ed un effetto positivo sul bilancio economico in entrambi gli allevamenti. La ricerca sta mettendo in luce un ampio ventaglio di strategie di mitigazione, che le aziende zootecniche possono adottare per meglio contribuire alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e per rispettare impegni che deriveranno da una maggiore attenzione del legislatore e dell’opinione pubblica alle tematiche ambientali. Non tutte le strategie sono economicamente sostenibili, perché possono far lievitare i costi di produzione, come quelle più fortemente ecologiche. In questo caso, per adottarle, sarà necessario un reale contributo pubblico attraverso la prossima PAC in fase di programmazione.

 

 ACTION E.6: National/Regional committees

"RIDUZIONE DELL'IMPRONTA DI CARBONIO DELL'ALLEVAMENTO BOVINO DA CARNE" Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sala Cavour, Roma 8 Novembre 2018

Ridurre l’impronta di carbonio dell’allevamento bovino da carne oggi è possibile grazie a LIFE BEEF CARBON, il progetto internazionale presentato oggi al MIPAAFT, di cui il CREA cura la parte italiana insieme a ASPROCARNE e UNICARVE. L’intento, infatti, è quello di proporre delle strategie di mitigazione per ridurre l’impronta di carbonio dell’allevamento bovino da carne del 15% nei prossimi 10 anni, obiettivo che rientra nel Pacchetto Clima ed Energia della Commissione Europea, che impone la riduzione delle emissioni di gas serra del 36% nel 2030. Partendo dalla raccolta di una serie di dati riguardanti la superficie aziendale, gli animali allevati, le colture, l’alimentazione e il tipo di allevamento, viene calcolato il carbon footprint della carne prodotta e di altri fattori, quali la qualità dell’aria e dell’acqua, la biodiversità, il consumo di energia e di suolo. Tale calcolo include i gas ad effetto serra emessi nell’ambito dell’allevamento, ma anche quelli emessi per produrre i mangimi acquistati, i fertilizzanti, le sementi, i fitofarmaci, i combustibili e l’energia elettrica. Quattro i paesi europei produttori di carne coinvolti (Francia, Irlanda, Italia e Spagna) per un campione totale di 2.000 aziende di carne bovina sotto osservazione, con lo scopo di creare un osservatorio nazionale ed europeo ed un network di 170 aziende innovative a bassa impronta di carbonio. In base alle stime ottenute, infatti, ridurre nelle aziende campione l’impronta di carbonio del 15% nei prossimi 10 anni, significa un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica pari a 120.000 tonnellate. Per quanto riguarda l’Italia le aziende innovative coinvolte sono 20 (10 in Veneto e 10 in Piemonte) e, da una prima analisi, risulta che per ridurre le emissioni di gas ad affetto serra gli allevatori hanno fatto ricorso ad azioni volte al miglioramento del benessere animale, all’utilizzo più efficiente delle deiezioni zootecniche, all’aumento del sequestro del carbonio e alla produzione di energia rinnovabile in azienda (impianti di biogas e pannelli fotovoltaici). Il progetto si inquadra perfettamente nella politica agricola nazionale affrontando uno dei temi più importanti tra quelli previsti dalle misure del PSRN (Programma di Sviluppo Rurale Nazionale) per la biodiversità animale (sottomisure 10.2 e 16.2), a testimonianza dell’assistenza tecnica fornita dal CREA al MiPAAFT per l’attuazione del PSRN.

 

 

 

 

  • L’obiettivo principale del progetto è quello di promuovere modalità di produzione della carne bovina a bassa impronta di carbonio. L’attività è rivolta principalmente alla riduzione delle emissioni di gas serra, mantenendo al contempo la competitività economica dell’azienda.
  • Riduzione dell’impronta di carbonio pari al 15 % in 10 anni, nei 4 principali Paesi produttori di carne in Europa: Francia, Irlanda, Italia e Spagna

    The LIFE BEEF CARBON project aims to promote innovative livestock farming systems and associated practices to ensure the technical, economic, environmental and social sustainability of beef farms. Project partners will raise awareness among beef production actors and encourage their commitment to improving environmental performance. This will be achieved by:

    • Testing and promoting innovative practices to reduce GHG emissions and increase carbon sequestration in beef farms;
    • Designing, demonstrating and disseminating innovative advisory approaches in livestock farming, incorporating better environmental issues in order to improve advisory services; and
    • Structuring, building and promoting collective and shared BEEF CARBON action plans in France, Ireland, Italy and Spain.
  • Strumento di calcolo condiviso
  • Analisi ambientale 2.000 aziende da carne
  • Identificazione delle migliori strategie di mitigazione delle emissioni
  • Fattibilità economica del Piano di Azione
  • - 120.000 t CO2 → 15 % impronta CO2 in 10 anni

    • Establishment of national BEEF CARBON action plans in France, Italy, Ireland and Spain;
    • Development of an economic and social feasibility analysis for carbon plan implementation at beef production level;
    • A reduction in GHG emissions of 119 000 tonnes equivalent CO2 on the farms involved (methane, nitrous oxide and carbon dioxide abatement in CO2), demonstrating the feasibility of meeting the goal of a 15% reduction over 10 years in the beef carbon footprint of the four participating countries; and
    • Dissemination of the action plans and advisory strategy at European level through through communication tools, websites, farm open days and other project activities.